
Galatina
Galatina Galatina LE
Galatina, una ventina di chilometri da Lecce, è un piccolo gioiello d’antica storia.
Già abitata in epoca pre-romana, ma poi distrutta dai Goti, la sua origine – quella della città così come la conosciamo oggi – risale alla seconda colonizzazione bizantina, avvenuta tra il IX e il X secolo. Anche se, il suo massimo splendore, lo raggiunse sotto il dominio di Raimondo “Raimondello” Orsini Del Balzo, che la ampliò e la circondò con alte mura.
Tra i luoghi da vedere assolutamente, annovera la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, dichiarata monumento nazionale nel 1870 e i cui affreschi sono paragonati a quelli che si possono ammirare all’interno della Basilica di San Francesco d’Assisi.
Fu edificata per volontà di Raimondello Orsini Del Balzo tra 1369 e il 1391, e custodisce la reliquia del dito di Santa Caterina d’Alessandria che lui stesso portò in Galatina di ritorno dalle Crociate. Alla morte di Raimondello, la moglie Maria d’Enghien decise di far completamente affrescare l’edificio (primi decenni del XV secolo) chiamando artisti da varie zone della penisola: maestranze di scuola giottesca e senese e un certo Franciscus De Arecio (Francesco d’Arezzo).
Ma non è, questa, l’unica chiesa che in città merita una visita. Galatina conta più di 20 chiese di gran pregio.
Ogni angolo di Galatina offre spunti interessanti sul mondo barocco, sull’arte e la cultura che hanno lasciato segni visibili su questa Città, forgiando il carattere di una “bella signora”.
.Tra i monumenti civili spiccano invece la Torre dell’Orologio dedicata a Vittorio Emanuele II Re d’Italia, Palazzo Orsini (un tempo ospedale, oggi sede del comune), e le tre porte sopravvissute delle cinque che, un tempo, disegnavano le mura: Porta Luce, Porta San Pietro e Porta Cappuccini
La Città ha inoltre un centro storico caratterizzato dal forte contrasto tra le forme dell’edilizia maggiore (chiese e palazzi) e l’architettura dell’edilizia domestica e contadina. La prima appartenuta a nobili famiglie, professionisti , proprietari terrieri e commercianti, la seconda appartenuta ad un ceto più povero che viveva in condizioni spesso precarie. Queste costruzioni, per la loro disposizione e organizzazione, hanno dato origine a dei sistemi abitativi di alto valore storico e sociale: le case a corte.


