
SANTA MARIA DEI MARTIRI
SP87 Otranto Otranto
Santa Maria dei Martiri sorge su un'altura che domina la città, il Colle della Minerva. L'edificio, con annesso convento fu edificato a partire dal 1614, al posto di una preesistente struttura voluta da Alfonso d'Aragona, figlio del reFerdinando e liberatore di Otranto dai turchi. in ricordo del terribile massacro dei Santi Martiri che qui ebbe luogo.
Il 14 agosto del 1480, tre giorni dopo l'occupazione della città, Acmet Pascià, comandante della flotta turca, ordinò che venissero condotti sul colle gli abitanti di sesso maschile con un'età superiore ai quindici anni. Ai prigionieri Acmet propose di rinnegare la fede cristiana e ottenere in cambio la vita.
Ottocento uomini si opposero coraggiosamente venendo decapitati, uno ad uno, su un grande masso. La tradizione narra che il primo ad essere giustiziato, Antonio Primaldo, rimase miracolosamente in piedi, senza testa, sino alla fine della macabra esecuzione. Uno dei boia saraceni, Berlabei, rimase così colpito da tale dimostrazione di fede che, gttata via l'arma, si dichiarò cristiano. La sua condanna, atroce, fu di essere impalato.
L'edificio si presenta ad una sola navata coperta da volta a botte. All'interno, tra altari e dipinti di pregevole fattura, spicca l'opera di Lavinio Zoppi, datata al XVI secolo, che ritrae l'eccidio dei Martiri.
Chi accede alla chiesa percorrendo l'imponente scalinata in pietra locale, incontra sul lasto destro una piccola edicola dove, nel 1614, fu trasferito il sasso usato dai turchi per la decapitazione deìgli 800 Martiri. In seguito, per motivi di sicurezza, il sasso fu trasferito sotto l'altare della Cappella dei Martiri in Cattedrale.
La lunga scalinata ai piedi dell'altura è fiancheggiata da due pilastri con due epigrafi marmoree che rammentano al viandante l'eccidio del 1480..
