“ladriatica – Ciclovia del Salento Orientale”

Scritto il 05/10/2026
da Otranto App


Un itinerario che parte da Lecce, raggiunge Santa Maria di Leuca seguendo l’Adriatico e ritorna nel capoluogo salentino attraverso l’entroterra. Un anello di 232 chilometri, suddiviso in quattro tappe, al quale si aggiungono sei circuiti più brevi per chi preferisce escursioni giornaliere.

A disegnare il tracciato è stato Roberto Guido, giornalista e ciclo-esploratore che avevamo avuto modo di conoscere due anni fa, pedalando sulla Ciclonica, appunto: «ladriatica – spiega Guido – nasce perché il Parco Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, visto il successo della Ciclonica, ha voluto replicare quel modello sull’altro lato del Salento. Vivilitalia è stata chiamata a realizzare questa esperienza e a me è toccato disegnarla sul campo».

La particolarità di ladriatica è la modularità. All’interno dell’itinerario principale sono stati ricavati sei anelli compresi tra 36 e 42 chilometri circa, con dislivelli contenuti. Permettono di utilizzare il progetto anche senza affrontare l’intero viaggio.

 Si tratta di percorsi di circa 40 chilometri e con un massimo di 400 metri di dislivello, quindi assolutamente abbordabili, specialmente utilizzando una e-bike. Si possono fare come escursioni giornaliere oppure combinarli per costruire viaggi di uno, due, tre o quattro giorni».

Gli scenari cambiano continuamente. Si pedala sulle scogliere di Finibus Terrae e attraverso il Ciolo, tra i muretti a secco del Capo di Leuca, verso la Grotta della Zinzulusa e Castro, Porto Badisco, il Parco dei Guerrieri di Vaste e le cave di bauxite di Otranto. Il percorso coinvolge i dodici Comuni del Parco e altri quattro centri dell’entroterra.



L'alba al Faro di Punta Palascìa

Il luogo simbolo è però Punta Palascìa, tanto da essere diventata protagonista anche del logo di ladriatica: il faro davanti al sole nascente, trasformato graficamente in una ruota con dodici raggi, uno per ciascun Comune del Parco.

Il Faro della Palascìa  è un posto straordinario. E’ il punto più a est d’Italia, dove nasce il primo sole del nostro Paese, e ha un fascino particolare. Tante persone vengono apposta per vedere da qui la prima alba dell’anno, ma accade anche durante il resto dell’anno. Da questo punto di vista ladriatica è speculare alla Ciclonica: quella è la ciclovia dei tramonti, questa è la ciclovia delle albe».

Nelle giornate limpide lo sguardo attraversa anche il Canale d’Otranto. «All’alba si possono vedere le coste dell’Albania e anche Corfù, con il sole che si staglia dietro i rilievi dall’altra parte del mare».

Il paesaggio non è soltanto costiero. Nell’entroterra emergono testimonianze messapiche e megalitiche, mentre a Tricase si incontra la grande quercia Vallonea plurisecolare. «Il Parco merita davvero di essere scoperto per la sua biodiversità. Uno dei punti chiave è proprio la quercia Vallonea di Tricase, che si stima abbia circa 700 anni e appartiene a una specie proveniente dall’area balcanica e orientale».



L’aspetto forse più interessante riguarda l’integrazione con la Ciclonica. Un collegamento di circa 25 chilometri nell’area tra Santa Maria di Leuca e Ugento permette di passare da un sistema all’altro. In prospettiva, unendo la costa adriatica e quella ionica: «Grazie a questo anello – continua – le due ciclovie si integrano e ci sarà la possibilità di passare dall’una all’altra. Stiamo lavorando anche alla costruzione delle tappe che consentiranno di fare l’intero giro del Salento».

I due itinerari confluiscono inoltre in un unico sistema digitale. L’app Salento Bike è già attiva, mentre è prevista l’apertura di un portale dedicato; le tracce ufficiali sono disponibili in formato GPX e raggiungibili anche attraverso QR code.

Per Guido, però, ladriatica non nasce come semplice linea da seguire sul navigatore. «E’ un viaggio – conclude – tra natura, mito e cultura ionico-adriatica. Non è solo un itinerario ciclistico, ma un’esperienza culturale totale».

App Salento.Bike (per Android)

App Salento.Bike (per iOs)

FONTE: BICI.STYLE