Castello Aragonese

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Castello Aragonese

Il Castello, nella sua configurazione iniziale, di fine '400, si presentava a forma di quadrilatero (trapezio rettangolo) , con ai vertici quattro Rondelle (torri circolari), con quella rivolta verso il mare in posizione più sporgente, come spesso rappresentato nei trattati da Francesco di Giorgio Martini.
La configurazione che oggi osserviamo è frutto di costanti modificazioni, che interessarono la fortezza per tutto il '500, imposte dalla continua evoluzione e perfezionamento delle armi da fuoco.
E' delimitato su tutti i lati da un profondo fossato che viene superato all'ingresso con un ponte, oggi con arco in pietra e calpestio in legno, probabilmente in origine di tipo levatoio.
Un corridoio stretto immette direttamente nell'atrio del piano terra. Attraversandolo si nota l'ispessimento della facciata realizzato agli inizi del '500.
Tutti gli ambienti del piano, sviluppati a ridosso delle cortine esterne, a pianta rettangolare o quadrata, si affacciano sul cortile interno e sono coperti da sistemi a volta.
All'esterno del quadrilatero originario si sviluppano due ambienti, certamente tra i più rappresentativi dell'intera struttura: le sale triangolare e rettangolare.
La sala triangolare fu generata dagli ampliamenti di metà '500, quando fu aggiunto all'esterno il bastione tra le due Rondelle. Particolarmente suggestiva è la copertura a volta di questa sala definita dall'intersezione di tre unghie di padiglione in pietra carparo che seguono la particolare forma in pianta del locale.
Attraverso una scala in pietra coperta e una scala esterna, sempre in pietra, si può raggiungere il ballatoio del primo piano, che garantisce l'ingresso ad una serie di ambienti che ricalcano in grandi linee posizione e impostazione del piano terra.
Da questo livello si accede, però, all'interno delle tre rondelle ancora oggi presenti agli spigoli.
Nel cuore delle rondelle, protette da una spessa cortina esterna, sono presenti ambienti a pianta circolare, coperti da cupole emisferiche in pietra carparo, in cui erano collocate bombarde e cannoni orientati verso bocche di fuoco comunicanti con l'esterno.
Sulle coperture sono presenti i percorsi di ronda, protetti da muri molto spessi con feritoie per la disposizione di cannoniere.
Sia sulle cortine esterne che all'interno dell'atrio sono presenti alcuni stemmi araldici di sovrani e nobili, protagonisti della storia del Castello. Particolarmente interessante quello posto sul portone d'ingresso con lo stemma scolpito dell'Imperatore Carlo V.
La fortezza è la location del primo romanzo gotico della storia: Il castello di Otranto, di Horace Walpole (1764)

Fonte: Comune di Otranto



Cappella di donna Teresa de Azevedo

E’ l’ambiente più suggestivo del Castello, perché racconta la storia antica di un amore eterno.

La Cappella al piano terra si presenta parzialmente affrescata e contiene al suo interno varie cornici ed epigrafi, tra le quali quelle della tomba di Donna Teresa De Azevedo, morta il 23 febbraio del 1707, alla quale il marito, Don Francesco de la Serna e Molina, castellano dell'epoca, dedicò una tenerissima epigrafe in cui la indica quale "esempio di pudicizia, dea di bellezza, modello di onestà, prole di eroi spagnoli" .

Realizzata all’inizio del XVI secolo, la Cappella è costituita da un ambiente rettangolare sormontato da una volta a botte.

Il soffitto presenta sinopie ed affreschi raffiguranti al centro un tondo con l’Incoronazione della Vergine e lungo la parte bassa della volta una serie di medaglioni con figure sacre.

In questo luogo fuori dal tempo si possono intravedere, in alto, le tracce dell’antica grata murata, da cui i nobili potevano assistere alle funzioni religiose senza mischiarsi ai soldati.
Sulla parete del piano superiore si può contemplare l’affresco che raffigura un aristocratico.
Secondo la leggenda, si tratterebbe del malinconico Don Francesco. Il nobiluomo avrebbe fatto imprimere lì la sua effigie per vegliare in eterno la sua diletta sposa e la cappella sottostante, dove ancora il loro amore continua a vibrare.

Immagini e testo: CEIT Otranto





Al di sotto del piano terra si sviluppa un intrigo di cunicoli, gallerie e piccoli ambienti, che definisce il sistema dei "sotterranei" . Si tratta di ambienti di grande valore storico, molto suggestivi, rimasti immodificati sin dalla loro costruzione, risalente al primo impianto di fine '400. Solo alcuni percorsi hanno subito, con il perfezionamento delle armi da fuoco, nel '500, piccole trasformazioni e ampliamenti.
I sotterranei sono il luogo in cui diventa più facile leggere le differenti fasi che hanno caratterizzato la costruzione del Castello: il primo impianto di fine '400, le fodere e i rinforzi delle cortine e di alcune rondelle di inizio '500, l'aggiunta del bastione triangolare di metà '500 e, infine, la realizzazione del puntone verso mare di fine '500.






All'ultimo piano è presente la Mostra permanente  "I luoghi della Preistoria a Otranto e la Grotta dei Cervi",  un'importante esposizione di reperti, con un nuovo allestimento, che racconta un lasso di tempo che va dal Paleolitico sino all'età dei Metalli. 




𝐺𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑒 𝑜𝑟𝑎𝑟𝑖 𝑑’𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑟𝑎
- giugno dalle 9.00 alle 22.00
- luglio e agosto dalle 9.00 alle 24.00
- settembre dalle 9.00 alle 22.00
- da ottobre a maggio dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:00

Il prezzo del biglietto intero è di 9 euro a persona.

Il prezzo è invece di 6 euro per i minori di 18 anni, per chi è in possesso dell’Otranto Card e per i residenti a Otranto

I minori di 18 anni che visitano il castello con i genitori entrano gratis, così come i bambini di età inferiore a 6 anni. Anche i disabili con accompagnatori entrano gratuitamente, così come le guide turistiche provviste di patentino.

La visita presso i sotterranei del castello prevede un sovrapprezzo di 4 euro e si svolge unicamente su prenotazione.

Le visite guidate nei sotterranei si tengono alle ore 12.00, 16.00, 17.00 e 19.00.